{"id":35,"date":"2020-02-08T20:19:00","date_gmt":"2020-02-08T20:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/?p=35"},"modified":"2020-07-31T22:31:24","modified_gmt":"2020-07-31T21:31:24","slug":"per-una-casa-della-lettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/?p=35","title":{"rendered":"Per una casa della lettura"},"content":{"rendered":"\r\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">Viviamo tempi complicati e pieni di paradossi. Capita talmente tanta roba che fatichi a capire e a starci dietro. Per esempio, stiamo perdendo la fede nel libro. Anche a scuola. Il libro non \u00e8 pi\u00f9 la ragione dell&#8217;esistenza delle istituzioni educative. Il testo si \u00e8 separato dalla pagina. Pu\u00f2 esistere in molti formati. La pagina stampata o manoscritta non \u00e8 che uno dei tanti modi disponibili per codificare un messaggio. \u00c8 diventato possibile immaginare un modo senza libri di carta.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">Il libro di carta \u00e8 stato per quattrocento cinquanta anni la metafora fondamentale della mente. Ha rappresentato un&#8217;epoca e la sua organizzazione sociale. In questo ruolo, \u00e8 stato sostituito dallo schermo. In presidenza non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 lo scaffale dell&#8217;enciclopedia Treccani, ma un sistema informatico di ultimo modello. Il consiglio di istituto non discute pi\u00f9 dell&#8217;acquisto di libri ma di computer. Tablet o portatili? Wi-fi o rete cablata? I professori e gli studenti tengono in mano tanti schermi e pochi libri, che invece stanno riposti nelle borse e negli zaini. Non sono pi\u00f9 lo strumento essenziale dei processi di formazione. Chi va in giro con tanti libri e magari senza telefono in mano \u00e8 un tipo bizzarro. Un soggettone. Divertente ma sconfitto dalla storia. I libri di carta, per esistere, hanno bisogno di sostenersi contenendo la propria dichiarazione di dignit\u00e0 digitale. Pi\u00f9 CD ci stanno allegati meglio \u00e8. Nessuno sa esattamente cosa contengano i CD e a che servano, ma \u00e8 importante che ci stiano. Hanno un ruolo simbolico essenziale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I libri cercano di sopravvivere somigliando al paradigma del monitor. Travestendosi da monitor. Diventando \u201celettronici\u201d. Abbandonano il formato tradizionale (le due mani aperte ed affiancate con i palmi rivolti in alto a sostenere il volume) e si riempiono di immagini, che sono il contenuto originario e nativo dello schermo. Vengono corredati di \u201csupporti digitali\u201d perch\u00e9, in se stessi, non contengono pi\u00f9, o cos\u00ec ci pare, le ragioni sufficienti della loro esistenza. Sono \u201corientati al consumatore\u201d. Perci\u00f2, al mercato. I professori per sopravvivere \u201cfanno i progetti\u201d. Le case editrici pubblicano solo i libri che garantiscono tirature elevate e alti volumi di vendite. Le vetrine delle librerie sono diventate di mille colori. Come gli schermi.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura \u201cscolastica\u201d \u00e8 una tecnica di attraversamento del testo come spazio regolato ed organizzato con lo scopo di immagazzinare nella mente il numero maggiore possibile di informazioni. \u00c8 stata per secoli lo strumento di selezione e di formazione della classe media. Si legge come si percorrono gli scaffali del supermercato: spingendo faticosamente davanti a s\u00e9 il carrello della mente, che va stipato e riempito con cura. Questo \u00e8 importante e non lo debbo dimenticare. Qua sottolineo con l&#8217;evidenziatore. Alla fine si passa alla cassa. Chi ha il carrello pi\u00f9 carico e meglio stipato vince e diventa importante. Quanti sono i segmenti narrativi nella <em>Coscienza di Zeno<\/em>? Chi \u00e8 Bocca degli Abati? In quale canto del <em>Purgatorio<\/em> Dante e Virgilio incontrano Sordello da Goito? E Goito dove sta? Come si chiama il medico che ricuce insieme le due met\u00e0 di Medardo di Terralba? Come si chiama il protagonista della <em>Cognizione del dolore<\/em>? Perch\u00e9 l&#8217;autore ha scelto questo nome? Parlami del Romanticismo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa modalit\u00e0 di lettura si risolve nello studio ed evoca l&#8217;idea dell&#8217;accumulo di un tesoro, l&#8217;immagine di uno scavo minerario. \u00c8 una attivit\u00e0 come di turisti frettolosi che percorrano un territorio in cui non abitano e che non conoscono scattando fotografie ed acquistando souvenir ma distratti dai tempi, dagli orari, dalle prenotazioni last-minute, dalla velocit\u00e0 dell&#8217;auto, dal traffico, dai cartelloni pubblicitari, dal telefonino . In stato di acuta deprivazione sensoriale. Il significato fondamentale del viaggio \u00e8 pubblicare le foto sui social e mostrare i ricordini agli amici. La scheda di memoria da 128 giga come le bisacce della sella del barbaro che attraversi un territorio per depredarlo e accumulare un tesoro. Allo stesso modo, il libro si acquista, si esibisce, si sfoglia, si studia per ottenerne un ricavo sociale.<br \/><br \/>I professori, che si sono formati e vivono dentro l&#8217;epoca della lettura \u201clibresca\u201d, che sta finendo, sono disperati. Sentono crollare i pilastri del mondo e vedono spalancarsi le porte dell&#8217;abisso, al quale vanno incontro rassegnati con un telefonino in mano. Il libro non \u00e8 pi\u00f9 il luogo privilegiato della costruzione del significato. La memorizzazione del libro, l&#8217;immagazzinamento mentale degli <em>universalia<\/em>, delle informazioni contenute nel libro, non sono pi\u00f9 il gesto essenziale e fondativo dei processi di formazione. Il ruolo non \u00e8 pi\u00f9 stabilito in base alla quantit\u00e0 di informazioni accumulate nella mente attraverso lo studio. Dunque, la dignit\u00e0 sociale dei professori, che hanno svolto per secoli la funzione di magazzino centrale che rifornisce una catena di supermercati, \u00e8 in pericolo. Quello che sai fare conta pi\u00f9 di quello che sai. E, purtroppo, capitolo saper fare, i professori non sono mai stati tanto sciolti perch\u00e9 li hanno formati sui libri-magazzino. Dentro la cultura del libro-supermercato e della mente-carrello. Hanno i carrelli pieni in un mondo dove la quantit\u00e0 di merci mentali che trasporti sta perdendo significato. Per loro \u00e8 un problema.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando finisce un&#8217;epoca ma ancora non \u00e8 nata la successiva funziona cos\u00ec. Ci sono macerie dappertutto. Il paesaggio appare caotico e privo di significato. Dunque minaccioso e terribile. Vedi dovunque, o ti pare di vedere, creature strane che distruggono e saccheggiano tutto ci\u00f2 che, per te, costituisce il significato del mondo. In questi casi, \u00e8 una buona idea tentare di non farsi troppo male. Evitare i peggio malestri e salvaguardare te stesso cercando di capire come ricominciare. Da un posto perfino migliore, se ci riesci. O almeno pi\u00f9 decente. Devi comprendere cosa \u00e8 successo e perch\u00e9. Cercare i significati nuovi che ti consentano di immaginare un mondo possibile. Magari, fatto un poco meglio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il momento di considerare quali siano le tue radici e di ascoltare la lezione degli antenati, che furono grandi, e imparare a non ripetere i loro errori. \u00c8 il tempo di espiare le colpe dei padri, che siano benedetti, attraverso la tua sofferenza e sognare un mondo pi\u00f9 confortevole e cominciare a lavorare per costruirlo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lettura \u201clibresca\u201d, o \u201cstudio\u201d, ha costituito un modello simbolico cos\u00ec saldo e potente da essere applicata ad ogni libro. Anche a quelli di letteratura, che sono stati assimilati al modello del testo-supermercato (o testo-magazzino) in modo del tutto indipendente dalla intenzione di chi li scrive e dalle loro caratteristiche specifiche. Gli studiosi professionisti si sono affaticati per secoli a corredare i libri della letteratura di apparati, note, indici, repertori, introduzioni, interpretazioni autentiche, analisi, postfazioni, sommari, schemi e diagrammi per farli somigliare il pi\u00f9 possibile alle enciclopedie. In modo che fosse possibile estrarne sistemi di informazioni da memorizzare. Con cui riempire le bisacce della sella. Li hanno fatti diventare libri-scaffali-di-supermercato. Hanno scritto enciclopedie della letteratura. I professori, dopo aver dimostrato di essere bravissimi a riempire il carrello proprio ed essere stati abilitati al ruolo di magazzino generale, hanno accettato anche l&#8217;incarico di commessi incaricati di verificare alla cassa, con metodi scientifici, il contenuto del carrello degli altri.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso che il tempo di questa lettura, che abbiamo chiamato \u201clibresca\u201d, \u201cscolastica\u201d, \u201cstudio\u201d e potremmo definire altrettanto bene\u201cuniversitaria\u201d perch\u00e9 ha cominciato ad essere praticata nel XII secolo dentro le prime universit\u00e0, sta finendo: ci accorgiamo che ha richiesto una applicazione non naturale n\u00e9 appropriata. \u00c8 disagevole. Artificiosa. Non ci nutre n\u00e9 ci rende migliori. Trasforma le passioni in discipline e la <em>disciplina<\/em>, in tardolatino, \u00e8 anche uno strumento che serve ad infliggere dolore. Che insegna attraverso il dolore. La lettura libresca ci chiede la medesima fatica che il turista accumula mentre satura la macchina fotografica di immagini, la borsa di souvenir e la mente di chiacchiere da infliggere agli amici.<\/p>\r\n\r\n<p>Dunque, \u00e8 il momento giusto per riscoprire modalit\u00e0 di lettura del libro che il monopolio scolastico non ci ha consentito di immaginare. La lettura \u201clibresca\u201d o \u201cscolastica\u201d, che pratichiamo dalla invenzione della stampa a caratteri mobili, \u00e8 diventata soltanto uno dei tanti modi possibili di usare un testo.<\/p>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perci\u00f2, il libro della letteratura viene liberato dalle responsabilit\u00e0 sociali e dal ruolo simbolico che gli sono stati attribuiti per secoli. Poich\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 lo strumento della selezione della classe media, possiamo cercare di immaginarlo e di adoperarlo in modo diverso. Sentiamo la necessit\u00e0 di adoperarlo in modo diverso. Magari, un poco pi\u00f9 vicino alle sue caratteristiche ontologiche originarie. Il libro di letteratura pu\u00f2 essere riconsegnato alla sua condizione nativa ed assumere di nuovo lo stato di testo liberato e gratuito. Viene restituito alla funzione fondamentale di una rete di parole che si getti nell&#8217;oceano tempestoso della vita per far emergere e, forse, catturare ed esprimere i significati fondamentali dell&#8217;esistenza. Senza la rivoluzione della \u201cinformazione automatica\u201d non sarebbe successo.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per i padri latini, <em>legere<\/em> valeva i nostri \u201cscegliere e raccogliere\u201d, \u201cfare una fascio\u201d, \u201cmietere\u201d. Il termine latino con cui si indicano i rami ed i fuscelli scelti sul terreno, raccolti e legati in fascina deriva da <em>legere<\/em>: <em>lignum<\/em>.<br \/>Secondo Plinio Seniore (17, 169) la parola <em>pagina<\/em> significa anche il filare della vigna. Dunque, <em>legere<\/em> \u00e8, originalmente, percorrere la <em>pagina<\/em>, scegliere, raccogliere i frutti migliori e nutrirsene. Le <em>litterae<\/em>, che formano il testo sulla pagina, sono alimento della vita. <em>Legere<\/em> non \u00e8 un atto di astrazione, ma di incarnazione. Il libro non \u00e8 il simbolo del pensiero e la metafora della mente, ma l&#8217;alimento saporito necessario alla vita. Il <em>legere<\/em> si pratica per <em>studium<\/em>, che \u00e8 l&#8217;applicazione intensa e gratuita con la quale ci si dedica alle proprie passioni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Avere sapore\u201d in latino si dice <em>sapio<\/em>, dal quale il participio <em>sapiens<\/em>. Il <em>sapiens<\/em> \u00e8 colui che ha sapore. Chi ha appreso l&#8217;arte della vita saporita. Ha reso la propria vita saporita per se stesso e per gli altri nutrendosi di esperienze di vita feconde anche attraverso la pratica del <em>legere<\/em>, che \u00e8 un gesto di realt\u00e0 come nutrirsi. Dunque, il <em>sapiens<\/em> \u00e8 colui al quale \u201cridon le carte\u201d (Purg. XI 82). Non il vecchione con la zimarra lunga e la barbona bianca che a furia di studiare \u00e8 diventato mezzo scemo. Non certamente il professore che gira con il carrello-mente bello pieno ma \u00e8 triste ed avvilito perch\u00e9 nessuno se lo fila e la merce che trasporta non nutre la vita. Il sapiens \u00e8 <em>felix<\/em>, che significa \u201cfecondo\u201d ed evoca l&#8217;immagine dell&#8217;albero carico di frutti maturi e saporiti. <em>Felix sis<\/em>, sii fecondo, \u00e8 l&#8217;augurio pi\u00f9 bello che si pu\u00f2 fare in latino.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli antichi, il libro non era il repertorio del pensiero dell&#8217;autore, ma la registrazione della sua voce. La voce di una persona saporita. <em>Voces<\/em> <em>paginarum<\/em>, infatti. L&#8217;autore si chiamava <em>dictator<\/em> e non scriveva seduto e in silenzio, ma <em>dictabat<\/em> a uno scriba professionista mentre passeggiava. Parlava a velocit\u00e0 naturale. Lo scriba applicava alla trascrizione del parlato continuo tecniche stenografiche avanzate che gli consentivano di fissarlo sulla tavoletta di cera in tempo reale. Si scriveva tutto maiuscolo, senza spazi di separazione tra le parole e senza punteggiatura. Pi\u00f9 il nastro di un registratore che il nostro stampato umanistico. Anche l&#8217;aspetto fisico del libro ricordava il nastro del registratore: era un rotolo continuo di pergamena o di papiro e si chiamava <em>volumen<\/em>, da <em>volvo<\/em>: \u201crotolo\u201d e \u201carrotolo\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso, per dirla quasi tutta: la lettura \u201clibresca\u201d, che \u00e8 la sola di cui siamo in grado, \u00e8 il risultato di una complessa serie di tecniche messe a punto lungo dieci secoli. L&#8217;invenzione del <em>liber<\/em>, del libro organizzato come lo conosciamo, formato da fogli cuciti e numerati e munito di copertina ed indice, \u00e8 il termine iniziale. La stampa a caratteri mobili \u00e8 il termine finale. Dopo la stampa a caratteri mobili, abbiamo praticato soltanto la \u201clettura libresca\u201d. Fare tutto questo discorso della storia del libro e delle tecniche che hanno reso possibile la \u201clettura libresca\u201d per\u00f2 sarebbe lungo, noioso e un bel po&#8217; libresco. Un&#8217;altra volta.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lettore antico, cio\u00e8 \u201cil mietitore\u201d, \u201cil raccoglitore\u201d, \u201cil buongustaio\u201d non leggeva come facciamo noi ma ascoltava, spesso in occasioni pubbliche e sociali, l&#8217;esecuzione dello spartito vocale in cui era stata fissata la voce dell&#8217;autore. Augusto si faceva leggere l&#8217;Eneide da Virgilio. Un <em>lector<\/em> di eccezione. Virgilio era un contadinone goffo, impacciato e molto timido. Farfugliava, in caso di necessit\u00e0, poche frasi monche a voce bassissima. Chi chiacchierava con lui faticava a capirlo. Per\u00f2, aveva appreso e praticava l&#8217;arte di restituire al testo la vita e la voce. Noi abbiamo perduto anche l&#8217;arte del <em>lector<\/em>, colui che sa eseguire <em>recto tono<\/em>, ad alta voce, lo spartito vocale fissato nel testo. Gli intenditori di letteratura non comprendono tra le proprie qualificazioni essenziali l&#8217;abilit\u00e0 di restituire la voce alla pagina.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche durante le letture private, gli antichi leggevano <em>recto tono<\/em>. <em>Legere<\/em>, dal punto di vista tecnico, era essenzialmente un gesto di riproduzione delle <em>voces paginarum<\/em>. Una chiacchierata con l&#8217;autore, al quale si prestava la propria voce. Chi leggeva considerava, abbiamo detto, questa attivit\u00e0 in tutto simile alla pratica di percorrere un vigneto, un frutteto, un orto per nutrirsi dei frutti migliori. Non gli sarebbe mai venuto in mente di attraversare il giardino del testo per imprimersi nella mente la qualit\u00e0 o la disposizione o lo stato attuale o la storia della piante o la data di nascita o l&#8217;indirizzo di casa del contadino. Non: \u201cQuante sono le piante di carciofi nell&#8217;orto che stiamo analizzando? Vediamo se hai studiato\u201d. Ma: \u201cAdesso scelgo i carciofi pi\u00f9 belli, li raccolgo, li cucino e me li mangio perch\u00e9 sono buoni e fanno bene. Rendono migliore la vita\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I testi antichi sono vocali. Progettati per essere eseguiti ad alta voce. La prima menzione nota di lettura mentale silenziosa \u00e8 della fine del IV secolo nostro in un passo delle <em>Confessiones<\/em> di Agostino, ma c&#8217;\u00e8 ancora un Dante vocale, particolarmente dentro l&#8217;<em>Inferno<\/em>. Canti interi scritti per essere eseguiti ad alta voce davanti ad un pubblico. Anche scritti ad alta voce, probabilmente. Ascoltando il ritmo e la melodia della pagina. Eseguiti ad alta voce mentre venivano composti. Probabilmente, \u00e8 una delle ragioni della straordinaria efficacia che il testo della <em>Commedia<\/em> conserva per noi a distanza di tanti secoli. Quando il <em>dictator<\/em> licenziava un testo, spandeva \u201cun fiume di parlare\u201d (<em>Inf<\/em>. I 80): lo lasciava andare per il mondo sapendo che sarebbe stato eseguito e trascritto molte volte. Certamente, nelle trascrizioni, modificato. Un po&#8217; come si modificano le chiacchiere altrui quando le si riferisce. Dettare un testo era una attivit\u00e0 gratuita e libera. Come chiacchierare. Nessuno si aspettava di guadagnarci, per esempio. Non c&#8217;erano diritti d&#8217;autore n\u00e9 edizioni critiche. Non certo testi fissati per sempre. Immobili. Per qualcuno andava benissimo. Dante, invece, che ha scritto un libro controcorrente, scandaloso e rivoluzionario, ci teneva che non venisse manomesso troppo. Che rimanesse cos\u00ec. Allora, ha inventato un sistema di sicurezza a combinazione: la terza rima. Siccome non puoi modificare le parole in rima, che sono tutte interconnesse dal principio alla fine di ciascun canto, non puoi manco cambiare il testo pi\u00f9 che tanto.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci stiamo perdendo in chiacchiere. Bello. Allora, un&#8217;idea fondamentale ci sta bene e ce la possiamo mettere. Questa qua: i testi latini sono progettati per essere eseguiti ad alta voce. Quando il <em>dictator<\/em> li ha detti ad uno scriba, la lettura mentale non esisteva. Non sarebbe venuta in mente a nessuno. La lettura era un fatto anche fisico. Perfino faticoso. Secondo Celso, che ci ha lasciato un trattato di medicina molto interessante, i dottori romani consigliavano la lettura o il gioco della palla come esercizi per irrobustire il fisico:&#8221;Ragazzo mio, ti vedo patito. Hai bisogno di fare esercizio. O leggi o giochi a palla. \u00c8 lo stesso. Scegli tu ma non te lo dimenticare&#8221;. Se non leggi ad alta voce un testo latino: secondo me non ci capisci niente. Ad alta voce nel senso dei latini: <em>recto tono<\/em>. Come lo eseguissi per un pubblico. Facendo sentire bene i suoni finali delle parole. Restituendo vita alla pagina, restituisci forza alla vita.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Legere<\/em> e <em>dictare<\/em> erano pratiche comprese nel tempo dell&#8217;<em>otium<\/em>, la dimensione della vita sottratta alla necessit\u00e0 di agire nella storia. Ancora una volta: attivit\u00e0 libere e gratuite. Dunque, adesso che l&#8217;epoca della \u201clettura scolastica\u201d sta finendo, possiamo tornare ad immaginare il libro come un giardino incantato in cui si impara l&#8217;arte della vita saporita. Poich\u00e9 i sistemi educativi sono orientati verso funzioni e modalit\u00e0 completamente diversi, possiamo sognare dentro le scuole una \u201ccasa della lettura\u201d in cui chi scopra dentro se stesso la passione per i libri e la vita saporita che si nutre di libri possa trovare la guida, il silenzio, la complicit\u00e0 di una compagnia libera, gratuita e disciplinata che gli occorrono per cominciare a vivere in un paesaggio ancora ignoto. Perci\u00f2, da scoprire. Dunque, disponibile per tutte le avventure e le ricerche di significato.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All&#8217;ingresso di questa casa, che \u00e8 aperta a tutti, ci vorrei un cartello scritto bello grande con sopra le regole per chi decidesse di venirci a vivere:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ol class=\"wp-block-list\">\r\n<li>Leggi quello che ti pare, ma leggi.<\/li>\r\n<li>Se un libro non ti piace, lascialo perdere e prova con un altro.<\/li>\r\n<li>Quando leggi, fai quello che ti pare.<\/li>\r\n<li>Se una pagina ti annoia, saltala.<\/li>\r\n<li>Se ti va di guardare prima come va a finire, sentiti libero; allo stesso modo, se ti va solo di leggere qualche pagina qua e l\u00e0 o di rileggere: sentiti libero.<\/li>\r\n<li>Non leggere per ricordare, ma per vivere. Quando posi il libro, rimangono esperienze e sensazioni che arricchiscono e rendono saporita la tua vita nel mondo.<\/li>\r\n<li>Costruisci attraverso le tue letture relazioni umane significative. Condividi i libri che leggi. Metti in comune le tue letture. Fa&#8217; esperienza di letture sociali ad alta voce.<\/li>\r\n<li>Se ti va, copia sul pi\u00f9 prezioso dei tuoi quaderni quel che ti sembra essenziale. Trascrivere e leggere ad alta voce sono modalit\u00e0 di incarnazione nel libro. Significano mettere il libro dentro la propria corporeit\u00e0. Agire il libro. Porta con te questi quaderni e rileggili spesso. Sono il luogo privilegiato di costruzione del significato della tua esistenza.<\/li>\r\n<li>Se ti va, impara a memoria quel che vuoi rimanga sempre con te. Le parole di cui senti il bisogno di nutrirti. Diventa i libri che ti appassionano.<\/li>\r\n<li>Leggi per essere vivo, non per essere bravo.<\/li>\r\n<li>Ricorda che la lettura \u00e8 una pratica terapeutica e purificatrice. Fa guarire le ferite che la vita ti infligge.<\/li>\r\n<\/ol>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li>Angelo Boezi 2020 angelo@angeloboezi.net<\/li>\r\n<\/ul>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo tempi complicati e pieni di paradossi. Capita talmente tanta roba che fatichi a capire e a starci dietro. Per esempio, stiamo perdendo la fede nel libro. Anche a scuola. Il libro non \u00e8 pi\u00f9 la ragione dell&#8217;esistenza delle istituzioni educative. Il testo si \u00e8 separato dalla pagina. Pu\u00f2 esistere in molti formati. 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