{"id":349,"date":"2026-07-22T16:17:07","date_gmt":"2026-07-22T15:17:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/?p=349"},"modified":"2026-07-22T17:09:33","modified_gmt":"2026-07-22T16:09:33","slug":"in-memoria-di-giovanni-battista-mantovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/?p=349","title":{"rendered":"In memoria di Giovanni Battista Mantovani"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Stasera siamo qui per ricordare ed onorare il professor Mantovani. Il preside Mantovani, cui dobbiamo tutti, in modi diversi, molta gratitudine per quel che ci ha insegnato e per quel che ha significato nella nostra formazione e nella nostra vita.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel quarto dell\u2019<i>Inferno<\/i>, Dante stabilisce un criterio di valore da cui ricava una norma morale. Coloro che hanno dedicato la vita al lavoro della conoscenza, attendendo con zelo e devozione ai doveri che la storia ha posto loro nelle mani, meritano onore. Debbono essere onorati.<\/p>\n<p align=\"justify\"><i>O tu, che onori scienza e arte,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>questi chi son ch\u2019hanno cotanta orranza<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>che dal modo degli altri li diparte. (If IV 73-75)<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>[\u2026] L\u2019onrata nominanza<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>che di lor suona su ne la tua vita,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>grazia acquista in ciel che s\u00ec li avanza\u201d (If IV 76-78)<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i>fannomi onore, e di ci\u00f2 fanno bene\u201d (If IV 93)<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i>e pi\u00f9 d\u2019onore assai ancor mi fenno\u201d (If IV 100).<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Perci\u00f2, ci siamo riuniti per <i>fare onore<\/i> al prof. Mantovani, certi che, <i>di ci\u00f2<\/i>, facciamo bene.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019ho conosciuto, studente, come preside, purtroppo non come docente, di un minuscolo liceo di provincia che aveva nella biblioteca, ampia, ragionata, ogni anno accresciuta, il proprio saldissimo centro. In quelle due stanze ci ha insegnato la religione del libro come luogo privilegiato della costituzione del valore e del significato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Amava dire agli studenti:\u201dDa questi scaffali coorti di uomini grandi vi guardano e vi parlano\u201d. Con quei magnanimi non ha mai cessato di dialogare e, insieme a loro, di aprire canali di comunicazione verso gli studenti, perch\u00e9 imparassero ad ascoltare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo ricordo seduto alla scrivania, in presidenza, la lampada accesa sul tavolo, il portacenere, che era un dono di studenti, una povera cosa fatta col das che ha sempre serbato e tenuto con s\u00e9, impegnato nella lettura, con almeno un libro aperto davanti, il pennarello l\u00ec accanto, che adoperava per firmare le giustificazioni, disponibile ad ascoltare, a comprendere, a consigliare, ad aprire prospettive di studio e di riflessione, che erano sempre riferite ai libri della biblioteca dell\u2019Istituto. Dunque, possibili, accessibili, percorribili.<\/p>\n<p align=\"justify\">Qualsiasi intrusione, distrazione, interruzione della severa disciplina dello studio e dell\u2019insegnamento: invece, liquidava rapidamente e metteva da parte.<\/p>\n<p align=\"justify\">In presidenza ci passavo spesso e non m\u2019ha mai rimandato in classe. \u201cSiediti un attimo. Che stai leggendo?\u201d. Un giorno l\u2019ho trovato che si rigirava tra le mani un bollettino di pagamento della nettezza urbana come un corpo alieno. Come l\u2019insorgenza d\u2019un frammento di antimateria. \u201cGuarda che \u00e8 arrivato dal comune. Adesso la scuola dello Stato si deve occupare del pagamento delle tasse\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">N\u00e9 io n\u00e9 lui avremmo potuto immaginare, quella mattina, che quel bollettino postale sarebbe stato seme d\u2019un tempo in cui i presidi si sarebbero occupati pi\u00f9 di appalti e di pagamenti che di libri.<\/p>\n<p align=\"justify\">Con i professori era esigente. Controllava i registri. Si incaricava volentieri delle sostituzioni e misurava il lavoro dei docenti mediante la misurazione della preparazione degli studenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Voleva che i compiti in classe venissero consegnati in presidenza e li leggeva tutti. M\u2019\u00e8 capitato, pi\u00f9 di una volta, che mi facesse chiamare per discutere un elaborato mio. Un tema su Leopardi, in particolare, gli piacque parecchio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo abbiamo sempre stimato e rispettato ma non mai temuto. La frase \u201cBoezi dal preside\u201d non era segnale di pericolo ma invito.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ero uno studente molto irrequieto. L\u2019ultimo anno di liceo, m\u2019ero stufato un bel po\u2019 delle liturgie della scuola. Sicch\u00e9, decisi di starmene a casa a leggere. Andavo a scuola il meno possibile. Giusto i compiti in classe; soprattutto, il passaggio in presidenza per la giustificazione delle assenze e i consigli di lettura; poi, in biblioteca per \u201ccambiare i libri\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi ti appiopperebbero una diagnosi di Asperger. Lui me l\u2019ha lasciato fare. Non ho mai letto tanto come in quel periodo. A scuola ci andavo il luned\u00ec. Passavo in presidenza, dove non c\u2019\u00e8 mai stato problema con la giustificazione, discutevo con lui le letture compiute e quelle da compiere, stavo un poco in classe, \u201criportavo i libri in biblioteca\u201d, \u201cprendevo i libri nuovi\u201d e, appena finita la scuola, me ne tornavo a casa a leggere e a studiare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alla primissima edizione del <i>certamen<\/i> di Arpino mand\u00f2 me e un altro studente. Ci volle accomapagnare proprio lui. Era una domenica perch\u00e9 allora le lezioni erano una faccenda seria e, anche se c&#8217;era il professor Scevola Mariotti a presiedere la giuria, non si saltavano e non si interrompevano. Per dirmi che ero stato classificato secondo mi telefon\u00f2 a casa. Come se fosse normale che un preside chiami al telefono di casa uno studente, che non sia malato, in orario di scuola. \u201cMi raccomando, quando vieni ricordati di passare in presidenza per ritirare il diploma\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sto cercando di dire che, mentre testimoniava, con ogni gesto della vita, la devozione alla lettura ed allo studio, e rendeva onore alle virt\u00f9 civili, come affermate dalla Costituzione, che per lui \u00e8 sempre stata stella polare: non si lasciava intimorire dalle inquietudini, dalle ribellioni, dalle divergenze, dal pensiero critico, in forza di quella altissima religione della libert\u00e0 che resta il portato pi\u00f9 nobile della cultura cui s\u2019era formato e in cui sempre si \u00e8 riconosciuto.<\/p>\n<p align=\"justify\">In quegli anni, ci ha fatto generoso dono di se stesso come riferimento credibile, coerente, compatto, persuasivo e, in questo senso, \u00e8 stato fondamentale per molti di noi. Ci ha insegnato il valore di una esistenza di studio ordinata, pacifica, laboriosa, \u201cil sentimento virile del perpetuo combattente o del perpetuo lavoratore, al quale, e ai figli dei suoi figli, non verr\u00e0 mai meno la materia del lavoro, cio\u00e8 della vita\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa \u00e8 una citazione dal <i>Soliloquio di un vecchio filosofo<\/i> di Benedetto Croce, che \u00e8 del 1942.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le citazioni gli piacevano, e piacciono anche a me, perch\u00e9 certificano la condizione di chi ha studiato, si \u00e8 adoperato per incorporare in se stesso il libro, si \u00e8 fatto carne di libro, pagina vivente e, cos\u00ec, ha valicato i limiti imposti alla esistenza individuale.<\/p>\n<p align=\"justify\">In anni molto complicati, ribelli e difficili, \u00e8 stato un modello e un riferimento sicuro anche per quei giovani studenti che avevano chiarissimo quel che volevano demolire ma nessuna idea su quel che avrebbero voluto costruire.<\/p>\n<p align=\"justify\">La mattina del sequestro di Aldo Moro, tutto l\u2019istituto si riun\u00ec intorno a lui in una assemblea spontanea e disordinata. Ne nacque un dibattito ampio, aperto, analitico, non banale, mai retorico. Erano i tempi in cui si andava a scuola con il giornale piegato con cura perch\u00e9 si leggesse la testata e c\u2019era di tutto, Male, Lotta Continua, Manifesto, Unit\u00e0, Avanti!, Paese sera, fino ad Avvenire. Pi\u00f9 in l\u00e0 no perch\u00e9 eravamo tutti ben persuasi d\u2019un antifascismo fermissimo e non tentennante. Per il 25 aprile non mancava mai la circolare del preside che ricordava i valori altissimi e fondativi della Resistenza. I due volumi delle lettere di condannati a morte della resistenza italiana ed europea li teneva come sacri.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non temeva il confronto delle idee, al quale non s\u2019\u00e8 mai sottratto rifugiandosi nella autorit\u00e0 del ruolo. A proposito: lui leggeva <i>Repubblica<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Capisco che a qualcuno possa parere un gesto retorico, e non \u00e8, e comunque non posso fare a meno di recuperare il mazzolino di versi che Dante si sent\u00ec nascere dentro quando gli accadde di rievocare il suo maestro, Brunetto Latini:<\/p>\n<p align=\"justify\"><i>ch\u00e9 \u2018n la mente m\u2019\u00e8 fitta, e or m\u2019accora,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>la cara e buona immagine paterna<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>di voi quando nel mondo ad ora ad ora<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>m\u2019insegnavate come l\u2019uom s\u2019etterna:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>e quant\u2019io l\u2019abbia in grado, mentr\u2019io vivo<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>convien che nella mia lingua si scerna. <\/i>(If XV 82-87)<\/p>\n<p align=\"justify\">La buona e cara immagine paterna di chi, <i>ad ora ad ora<\/i>, quando se ne presentava la possibilit\u00e0, ci ha additato con gesto fermo la strada della cultura, per la quale ci si sottrae alla barbarie ed alla rozzezza dell\u2019incultura e, perci\u00f2, si oltrepassano i limiti, le piccolezze ed i condizionamenti della esistenza particolare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Finita l\u2019universit\u00e0, l\u2019ho ritrovato quando mi chiamarono all\u2019Istituto Italiano di Studi Storici dove tutti, dal direttore, Gennaro Sasso, al bibliotecario, il dottor Palermo, lo avevano presente e stimavano come studioso serio e avvertito. La mattina in cui venni a scuola per dirgli questa cosa, che mi volevano a studiare a casa di Benedetto Croce, nella pi\u00f9 bella biblioteca privata d\u2019Italia, con quei libri, su quei tavoli, con quei lumi accesi sulle scrivanie, e quei portacenere, che per\u00f2 a Napoli li chiamano ceneriere, insieme a studiosi di storia e di teoria della storia che aveva familiari e conosceva benissimo, l\u2019ho visto davvero contento. Mi ha ricordato un motto di Federico Chabod, che gli allievi dell\u2019Istituto portano nello zaino il bastone del maresciallo. Adesso lascia stare che io ho deciso di continuare a portare il peso dello zaino perch\u00e9 \u00e8 una storia che qui non rileva. Quella casa napoletana era il mondo suo, il centro della cultura di cui si era nutrito. L\u00ec ci siamo incontrati di nuovo e, forse, un poco anche capiti.<\/p>\n<p align=\"justify\">A modo di chiusura, voglio rileggere con voi una pagina di Croce che amava particolarmente e ripeteva volentieri, a memoria, come luogo profondo dell\u2019anima. \u00c8, naturalmente, il <i>Soliloquio<\/i> del 1951:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i>Sono troppo filosofo per non vedere chiaramente che il terribile sarebbe se l\u2019uomo non potesse morire mai, chiuso nella carne che \u00e8 la vita, a ripetere sempre lo stesso ritmo vitale che egli come individuo possiede solo nei confini della sua individualit\u00e0, a cui \u00e8 assegnato un compito che si esaurisce. [\u2026] La morte sopravverr\u00e0 a metterci in riposo, a toglierci dalle mani il compito cui attendevamo; ma essa non pu\u00f2 far altro che cos\u00ec interromperci, come noi non possiamo far altro che lasciarci interrompere, perch\u00e9 in ozio stupido essa non ci pu\u00f2 trovare\u201d.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">__________________________________<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Ho letto queste paginette durante una affollata celebrazione della cara memoria del professor Giovanni Battista Mantovani alla biblioteca comunale di Alatri.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stasera siamo qui per ricordare ed onorare il professor Mantovani. Il preside Mantovani, cui dobbiamo tutti, in modi diversi, molta gratitudine per quel che ci ha insegnato e per quel che ha significato nella nostra formazione e nella nostra vita. 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