{"id":159,"date":"2020-07-12T18:51:24","date_gmt":"2020-07-12T17:51:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/?p=159"},"modified":"2022-10-21T14:14:51","modified_gmt":"2022-10-21T13:14:51","slug":"pietrobono-dante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/?p=159","title":{"rendered":"Pietrobono e Dante a Porta Pia"},"content":{"rendered":"<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Il dantista e l\u2019operaio<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Non so quale immagine coltiviate di Dante, non so come ve l\u2019abbiano fatto leggere n\u00e9 quale Dante vi abbiano fatto leggere e neppure se abbiate chiaro che c\u2019\u00e8 un Dante che si pu\u00f2 leggere serenamente davanti a qualsiasi pubblico e c\u2019\u00e8 anche un Dante che tanto serenamente non si pu\u00f2 leggere. Dante \u00e8 uno scrittore politicamente scorretto. Scorrettissimo. La lettura di Dante \u00e8 vietata o fortemente sconsigliata in molti paesi e da molte culture. \u00c8 stata vietata o fortemente sconsigliata anche da noi. La <i>Monarchia<\/i> \u00e8 stata inserita nel primissimo indice dei libri proibiti del 1559. Gi\u00e0 nel Trecento, un cardinale, Bertrando del Poggetto, legato in Italia di papa Giovanni XXII, ha fatto le umane e le divine cose per far condannare la <i>Monarchia<\/i> al rogo e, pare, per bruciare sul rogo anche i poveri resti di Dante. Dieci anni dopo la morte. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dante ha fatto venire i nervi a molta gente. Sono sicuro che farebbe venire i nervi anche a molti di voi. Probabilmente, anzi, nel corso di questo intervento, capiter\u00e0 che a qualcuno di voi verranno i nervi. Chiedo scusa ma non ci posso fare niente. Dante \u00e8 uno cos\u00ec. \u00c8 difficile leggerlo senza innervosirsi. Senza sentirsi messi in questione.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Cercher\u00f2 di chiarire come sia accaduto, anche attraverso il lavoro di Pietrobono, e anzi soprattutto attraverso il lavoro di Pietrobono, che Dante sia stato reso disponibile alla venerazione di una borghesia che coltiva e pratica valori che sono completamente diversi dai suoi e anzi sono spregiati e maledetti nel gran libro che ci ha lasciato. Come sia accaduto che Dante non fa pi\u00f9 venire i nervi a nessuno.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Mette conto di registrare intanto che, tolti gli studiosi professionisti e qualche iniziato extravagante, Dante non lo legge nessuno. Non ho trovato ancora un professore di quelli che spiegano Dante nei licei il quale abbia letto tutta la <i>Commedia<\/i>. Non c\u2019\u00e8, in Italia, una pratica diffusa della lettura di Dante che possa essere confrontata, per un esempio, alla dedizione collettiva tributata alle pagine di Shakespeare nel mondo anglosassone.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Quanti sanno, per un esempio, che Dante \u00e8 anche uno scrittore pulp, un autore horror rispetto al quale Dario Argento e Stephen King sembrano pii dilettanti? Quanti sanno che dentro l\u2019Inferno, e non solo, Dante ci ha messo anche un mucchio di parolacce?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La fascinazione esercitata da Dante nell\u2019immaginario nazionale, il culto di Dante, al quale siamo tutti ascritti, senza distinzione possibile tra gli iniziati che leggono la <i>Commedia<\/i> per lavoro e i profani, che non la leggono tranne i pochi canti del liceo: sono un artefatto culturale. Sono stati costruiti nell\u2019Ottocento, che \u00e8 stato il secolo di Dante.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Per i cinque secoli precedenti, Dante \u00e8 stato considerato, con qualche buona ragione e con pochissime eccezioni, un poeta bizzarro, grottesco, stravagante, sulfureo, gotico, volgare, rozzo, indecente, imbarazzante. In sospetto d\u2019eresia, o eretico senz\u2019altro. Scomodo, irritante, marginale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dal quindicesimo al diciassettesimo secolo, la nostra letteratura \u00e8 stata governata da un augusto, Petrarca, e da due cesari, Ariosto e Tasso.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Anche il massimo pontefice, secondo lui, degli iniziati al culto di Dante, Giovanni Boccaccio, quando fu incaricato di una lettura pubblica di tutta la <i>Commedia<\/i>, a Firenze, nella chiesa di S. Stefano a Badia, pos\u00f2 il libro e interruppe le lezioni al canto XVII dell\u2019Inferno. Dice per i soliti, sopravvenuti motivi di salute. E per via della consueta passata di peste. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Che riuscirono provvidenziali e lo levarono dall\u2019imbarazzo di leggere, in chiesa, il canto XIX dell\u2019Inferno: che neppure i giullari a pagamento della televisione, ai quali spetterebbe, secondo Manganelli, di dire la verit\u00e0 al potere, hanno avuto o avranno mai l\u2019ardire di leggere in pubblico. E figurati in chiesa. Di passaggio: perch\u00e9 stasera non provate a guardare? Lasciate perdere Google, Facebook, Istagram e Wikipedia. Fatevi un regalo: leggete dentro un buon libro di carta il canto XIX dell\u2019Inferno.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">C\u2019\u00e8 una <i>Commedia<\/i> che \u00e8 il libro di Dante. La conosciamo, anche nel testo, meno bene di quanto vorremmo. C\u2019\u00e8 una <i>Commedia<\/i> che \u00e8 stata terreno di una contesa culturale e politica. C\u2019\u00e8 una <i>Commedia<\/i> che \u00e8 stata usata come strumento della lotta politica. Leggere la <i>Commedia<\/i> come un libro di poesia pura, come si leggono il <i>Canzoniere<\/i> o il <i>Furioso <\/i>o<i> <\/i>l&#8217;<i>Innamorato<\/i>, \u00e8 un esercizio molto difficile. La <i>Commedia<\/i> agita questioni che ci coinvolgono e ci riguardano ancora. Che sono ancora le nostre. Dunque, ogni lettura della <i>Commedia<\/i> \u00e8 attraversata dai problemi e dalle possibili soluzioni da cui veniamo sollecitati mentre ci facciamo attraversare dalla <i>Commedia<\/i>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">C\u2019\u00e8 una immagine della <i>Commedia<\/i> che \u00e8 stata costruita dagli uomini del Risorgimento. Fino al 1865, fuori delle accademie; dal 1865 al 1900, soprattutto dentro le accademie. \u00c8 ben rappresentata dal monumento fiorentino e dal napoletano. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La capitale fu trasferita a Firenze il 3 febbraio 1865. Subito ad aprile, fu completata e collocata sul piedistallo la statua di Dante, che era stata realizzata e donata a Firenze grazie ad una raccolta di fondi promossa tre anni prima dal comune di Ravenna: non senza intenti polemici. Il monumento fu sistemato al centro di piazza Santa Croce, dove i domenicani predicavano alle folle e i fiorentini, dal Rinascimento, giocavano a palla. Sicch\u00e9, i domenicano andarono a predicare e i fiorentini ad ascoltare prediche e a giocare altrove. \u00c8 un Dante combattente. Chiuso nell\u2019abito, ha un\u2019espressione fiera e sdegnosa. Sprezzante. \u00c8 l\u2019ispiratore di un moto rivoluzionario. Un guerriero armato che chiama alla battaglia. Tiene nella destra la <i>Commedia <\/i>come fosse una spada. \u00c8 affiancato da un\u2019aquila con le ali semichiuse, che rappresenta l\u2019autorit\u00e0 civile e politica che sta per spiccare il volo verso Roma e verso la storia. \u00c8 circondato da quattro leoni, che reggono con la zampa uno scudo. Su ognuno degli scudi, stemma di nobilt\u00e0 araldica dell&#8217;Italia nuova, il titolo di un\u2019opera cos\u00ec detta minore. L\u2019iscrizione dice, semplicemente, <i>A Dante Alighieri l\u2019Italia<\/i>. Che nasce nel nome di Dante. Che entra nella storia tenendo nella destra, come un\u2019arma, la <i>Commedia<\/i>. \u00c8 il Dante di Carducci:<i>\u201dDante che \u00e8 per noi dopo 600 anni ancor giovane, Dante in cui troviamo la nostra fede religiosa e politica, in cui abbiamo la nostra filosofia e la nostra storia\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">C\u2019\u00e8 una immagine della <i>Commedia<\/i> che \u00e8 stata elaborata, al principio del Novecento, a modo di necessaria correzione della precedente ottocentesca. Fuori delle accademie e contro le accademie.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">\u00c8 un Dante senza monumenti. L\u2019erezione di una statua romana \u00e8 stata proposta pi\u00f9 volte. Venne individuata una piazza, all\u2019Esquilino, ma il monumento non \u00e8 mai stato realizzato. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Il primo Dante, quello risorgimentale, \u00e8 anticlericale, fiero avversario del potere temporale dei papi, censore severo dei vizi e delle brutture degli ecclesiastici, ghibellino, e sino anche \u201cghibellino coperto\u201d, ascritto sin dagli anni fiorentini ad una societ\u00e0 segreta costituita con lo scopo statutario di combattere il papato. \u00c8 un guerriero ed un esule politico. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Questa immagine di Dante era arrivata in Italia dalla diaspora dei fuoriusciti politici in Inghilterra. I primi articoli inglesi di Foscolo sono del 1818. Il <i>Saggio su Dante e Petrarca<\/i> \u00e8 del 1823. Il <i>Discorso sul testo del poema di Dante<\/i> \u00e8 del 1825. Foscolo disegna un ritratto di Dante il cui libro sarebbe destinato a turbare, nei secoli, il sonno dei difensori e degli apologeti del papato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Nel 1832 Gabriele Rossetti pubblica un volume che i patrioti ed i padri risorgimentali tenevano, diciamo cos\u00ec, sul comodino insieme alla <i>Commedia<\/i>: <i>Sullo spirito antipapale che produsse la Riforma<\/i>. Dante, precursore di Lutero, sarebbe stato l\u2019archimandrita di una setta ereticale, di una societ\u00e0 segreta, di una organizzazione terroristica che intendeva abbattere il potere temporale del papa. Gli adepti avrebbero comunicato tra loro attraverso il codice simbolico, il linguaggio cifrato della poesia in amore d\u2019una bella donna. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">I padri risorgimentali, molti dei quali conobbero come Dante l\u2019esilio, e per i quali la questione della unit\u00e0 italiana, e del progresso civile e politico d\u2019Italia, era essenzialmente la questione del potere temporale dei papi, si cucirono una bandiera nella quale campeggiava questo Dante \u201cghibellin fuggiasco\u201d. Tanto che nel 1853, un neoguelfo, Eug\u00e9ne Aroux sent\u00ec il bisogno di denunciare Dante come \u201duno dei pi\u00f9 accaniti e pericolosi avversari della Chiesa di Roma, tanto pi\u00f9 pericoloso in quanto fornito dal Cielo di genio\u201d e \u201cun ateo, uno di quegli uomini senza fede e senza onore che sognano e tramano rivoluzioni, per innalzare sulle rovine insanguinate l&#8217;edificio della loro fortuna\u201d. Il libro di Aroux si intitola <i>Dante h\u00e9r\u00e9tique, r\u00e9volutionnaire et socialiste<\/i>. Molto dopo aver letto la <i>Commedia<\/i>, dopo aver dedicato qualche anno a leggere la <i>Commedia<\/i>: pu\u00f2 essere divertente darci un\u2019occhiata. Questa idea di un Dante ateo, senza fede: \u00e8 tanto sorprendente, tanto bislacca ai nostri occhi che \u00e8 bene non perderla di vista. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Tra il Dante ateo di Aroux e il Dante cattolicissimo che leggiamo noi c\u2019\u00e8 di mezzo un lungo lavoro di elaborazione culturale che \u00e8 stato svolto, in buona parte, da Pietrobono. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Ancora nel 1821, intanto, in Italia nessuno si piglia la pena di celebrare il centenario della morte. Le celebrazioni sono sempre ufficiali. Alla presenza delle autorit\u00e0 civili, politiche e religiose. Dante, viceversa, era il poeta dei cospiratori. Con l\u2019eccezione della canzone leopardiana <i>Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze, <\/i>e che invece dovette attendere i liberali ed il 1865 per essere inaugurato, la quale sta in coppia con l\u2019altra <i>All\u2019Italia<\/i>, non accade granch\u00e9. La registrazione leopardiana \u00e8 puntualissima e va sottolineata: la celebrazione di Dante coincide con la grande causa della unit\u00e0 e del riscatto nazionale. Della lotta, se necessario armata, per l\u2019unit\u00e0 ed il riscatto nazionale. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>L&#8217;armi, qua l&#8217;armi: io solo<br \/>\nCombatter\u00f2, procomber\u00f2 sol io.<br \/>\nDammi, o ciel, che sia foco<br \/>\nAgl&#8217;italici petti il sangue mio.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Tra questo 1821 ed il 1865 la \u201cmoda di Dante\u201d si diffonde sempre pi\u00f9. Insieme al movimento risorgimentale. La Nuova Italia, che vuole nascere, ha bisogno di un padre. Di un eroe fondatore. Lo trova in Dante, il cui culto si officia nella celebrazione della <i>Commedia<\/i>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Il 1865 \u00e8 l\u2019anno di Dante. Il centenario della nascita viene celebrato con grande solennit\u00e0. La Nuova Italia, che \u00e8 nata, vuole andare a Roma. Per conquistare Roma, \u00e8 necessario demolire il compatto edificio dottrinale, giuridico e politico sul quale \u00e8 edificata l\u2019autorit\u00e0 temporale dei pontefici. L\u2019immagine di un Dante anticlericale ed eretico viene adoperata come leva per sconficcare le pietre d\u2019angolo su cui \u00e8 fondato lo stato della Chiesa. Per preparare le cannonate di Porta Pia, si combatte una fiera battaglia culturale contro il papato romano a colpi di citazioni dalla <i>Commedia<\/i>. Il culto di Dante schierato in campo contro il papato prepara e rende possibili le schioppettate del 20 settembre. La Nuova Italia si dispone all\u2019impresa romana ispirandosi a un Dante seguace e continuatore dell\u2019opera di Federico II imperatore, il tre volte scomunicato per aver cercato di restituire l\u2019autorit\u00e0 dello stato. Sia detto di passaggio: tutti i padri della Nuova Italia sono stati scomunicati e alcuni di loro non hanno ricevuto l\u2019unzione estrema.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La capitale \u00e8 trasferita a Firenze, sulla strada di Roma. Si inaugura, s&#8217;\u00e8 detto, il monumento fiorentino.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Escono le mille pagine della miscellanea di studi <i>Dante e il suo secolo<\/i>, che resta uno degli sforzi pi\u00f9 poderosi compiuti dalla cultura italiana del tempo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Escono i quindici volumi delle <i>Poesie di mille autori intorno a Dante Alighieri<\/i>. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Mille \u00e8 un numero fortemente simbolico. Il millenarismo \u00e8 la fede in un cambiamento, un rinnovamento epocale della storia. L\u2019Italia vuole rinascere nel nome di Dante.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Si aprono i primi licei intitolati a Dante.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Escono le cinquanta quartine di quinari sdruccioli dell\u2019<i>Inno a Satana<\/i>, che Carducci pubblica con il nome d\u2019arte Enotrio Romano, a modo di omaggio ed auspicio resi ad una Roma che sta per tornare classica e pagana.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Luigi Settembrini d\u00e0 principio all\u2019impresa dell\u2019erezione di un monumento di Dante a Napoli ed avvia la raccolta dei fondi necessari.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Si vagheggia l\u2019istituzione di una cattedra romana di studi danteschi, alla quale sarebbe destinato Carducci, in funzione di antipapa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Si progetta un monumento da erigere a Dante in una Roma finalmente liberata ed italiana.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dopo la conquista di Roma, tutta l\u2019accademia italiana si dedica allo studio di Dante. A celebrare le solenni liturgie del culto di Dante, poeta nazionale. Vengono officiati in gran pompa il centenario di Beatrice ed il centenario della Visione.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Nel 1903 va al governo Giolitti. Le questioni in campo mutano rapidamente. Inizia il lungo cammino della conciliazione tra le diverse anime della nazione. Anche per evitare l\u2019isolamento internazionale, mentre si prepara la spedizione di Libia, bisogna disinnescare la questione romana.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Con la consueta, finissima sensibilit\u00e0 ai grandi orizzonti della storia, nel 1903, Benedetto Croce affida alla <i>Critica<\/i> la registrazione delle prime insofferenze, dei primi disagi per il \u201cmonoteismo dantesco\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Da qui al 1930, Croce e Pietrobono, entrambi estranei all\u2019accademia, si impegnano in due operazioni divergenti e parallele attraverso le quali disegnano una immagine nuova di Dante che, in gran parte, \u00e8 ancora la nostra. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Il libro capitale di Croce su Dante \u00e8 del 1921. L\u2019anno delle celebrazioni del sesto centenario. A Ravenna, un poco tutti cercarono di mettere il cappello in testa a Dante. \u201cPoeta della patria\u201d per i liberali; cantore della futura e romana grandezza della patria e baluardo dei confini del Carnaro per nazionalisti e fascisti; poeta cristianissimo per i cattolici; socialista, cospiratore ed eretico per gli anarchici. Ventimila persone assistono alla messa in scena, per la regia di D\u2019Annunzio, appena sgombrato da Fiume, dello spargimento intorno al sepolcro di Dante di tre sacchi di foglie d\u2019alloro. Manca soltanto il re, che si rifiut\u00f2 di partecipare, offeso dalla presenza degli anarchici, che gli avevano ammazzato il padre. Tra folle in delirio, come ministro dell\u2019istruzione Croce presiede le solenni celebrazioni ravennati del centenario e, nella prolusione, si scaglia ancora contro la dantomania. Senza accorgersi questa volta che, al punto in cui s\u2019\u00e8 giunti, si tratta di una battaglia di retroguardia.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">A segnare la conclusione delle polemiche risorgimentali e ribadire una comune volont\u00e0 di conciliazione, papa Benedetto XV leva di mezzo il <i>non expedit<\/i>, favorisce la formazione di un partito popolare cattolico e il 30 aprile 1921 diffonde l\u2019enciclica <i>In praeclara summorum<\/i>, con cui riconosce a Dante, \u201cil cantore pi\u00f9 eloquente del pensiero cristiano\u201d, il gran merito di \u201caver onorato il cattolicesimo\u201d e stabilisce che la <i>Commedia<\/i> \u201cad altro fine non mira se non a glorificare la giustizia e la provvidenza di Dio, che governa il mondo nel tempo e nell\u2019eternit\u00e0\u201d. Sicch\u00e9, \u201cin questo poema, conformemente alla rivelazione divina, risplendono la maest\u00e0 di Dio Uno e Trino, la Redenzione del genere umano operata dal Verbo di Dio fatto uomo, la somma benignit\u00e0 e liberalit\u00e0 di Maria Vergine Madre, Regina del Cielo, e la superna gloria dei santi, degli angeli e degli uomini\u201d. E dunque Dante, \u201cil cantore e l\u2019araldo pi\u00f9 eloquente del pensiero cristiano\u201d \u201cdeve alla fede cattolica tanta parte della sua fama e della sua grandezza\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Chi volesse porsi ad intendere l\u2019opera di Pietrobono, dovrebbe cominciare da qui. Dalla enciclica di una papa, cui Pietrobono fu molto vicino, che riesce a scorgere il poeta cristianissimo dove altri aveva visto il fiero nemico del papato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Croce demolisce l\u2019interpretazione risorgimentale di Dante e della <i>Commedia<\/i> attraverso la demolizione del \u201cculto di Dante\u201d e della \u201cmonomania dantesca\u201d: schiera l\u2019artiglieria d\u2019assedio e batte in breccia la cittadella della \u201cidolatria dantesca\u201d. \u00c8 il secondo tempo di Porta Pia: abbattuto il potere temporale della Chiesa, \u00e8 necessario sgombrare il terreno. Vanno rimosse le macerie e disinnescate le mine. Croce, d\u2019altra parte, ha bisogno di tenere ben distinto l\u2019idolo polemico \u201creligione di Dante\u201d dalla \u201caristocrazia di uomini integri e retti\u201d per opera dei quali, a parere suo, era stata edificata la Nuova Italia. Perci\u00f2 si scaglia contro gli accademici, che addita al biasimo universale come unici, scellerati responsabili dell\u2019impazzimento dantofilo. Sotto le randellate di Croce, tutti gli accademici italiani si dedicano, infatti, a coltivare altri territori. I migliori intelletti di quella stagione si impegnano nella monumentale edizione dell\u2019epistolario latino di Petrarca e, dunque, migrano verso un ecosistema quanto pi\u00f9 possibile remoto dal terreno della filologia e della critica dantesca.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono nel 1921 assume la direzione del <i>Giornale dantesco<\/i>: imperturbato perch\u00e9 non ha ambizioni accademiche e per l\u2019usbergo dell\u2019abito che indossa, si d\u00e0 tutto, nel commento alla <i>Commedia<\/i>, ad un finissimo lavoro di levigatura del paesaggio. Costruisce ponti, colma fossati, prosciuga paludi, traccia sentieri, leva di mezzo o aggira i macigni pi\u00f9 aspri, modera asperit\u00e0, apre passaggi. Il commento di Pietrobono alla <i>Commedia<\/i> \u00e8 stato pubblicato tra il 1924 e il 1930 ed ha accompagnato in qualche modo le trattative diplomatiche che si sono concluse con la pattuizione del Concordato del 1929. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono, in quegli anni, costruisce la possibilit\u00e0 di una lettura di Dante che non separi e non divida ma, secondo gli auspici di tutti, o quasi tutti, consenta il dialogo tra l\u2019Italia dei laici e l\u2019Italia dei chierici. Modellando l\u2019argilla dell\u2019immagine di Dante mediante delicati colpi di pollice, Pietrobono ridefinisce, chiosa dopo chiosa, annotazione dopo annotazione, il volto di un poeta sempre sommo e adesso anche cattolicissimo. Non pi\u00f9 fiero avversario del potere temporale, non cospiratore, non fustigatore dei papi. Leva di dosso a Dante i panni dell\u2019eretico e fa affiorare i lineamenti del poeta sacro, alla cui opera hanno posto mano e cielo e terra: dunque, sia la riva sinistra che quella destra del Tevere.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Nel XXVII del Paradiso, a S. Pietro capita di innervosirsi cos\u00ec tanto da trascolorare, cambiare colore. Diventa rosso come il pianeta Marte, appena gli capita di pensare al papa. E allora, accade che si produca in una fierissima invettiva. Proprio non ce la fa, a trattenersi:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Quelli ch\u2019usurpa in terra il luogo mio,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>il luogo mio, il luogo mio, che vaca<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>ne la presenza del Figliuol di Dio,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>fatt\u2019ha del cimiterio mio cloaca<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>del sangue e de la puzza; onde \u2018l perverso<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>che cadde di qua su, l\u00e0 gi\u00f9 si placa.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Colui \u2013 S. Pietro proprio non ci riesce a chiamare il papa con il titolo proprio \u2013 che in terra usurpa il luogo mio &#8211; ripetuto tre volte per enfasi d\u2019ira -, il quale vaca, \u00e8 vacante agli occhi di Cristo, \u2013 e dunque, sulla sedia di Pietro non c\u2019\u00e8 alcun successore legittimo -, ha trasformato il luogo della mia sepoltura in una fogna sanguinosa e puzzolente, della quale Lucifero, abisso di perversione precipitato da questo paradiso laggi\u00f9, sulla terra, si compiace e per la quale sente pacificato il proprio pur insaziato desiderio di male. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono chiosa: \u201c<i>All\u2019idea che in esso, nel seggio affidatogli da Cristo, stia a sedere un indegno, si sente riaccendere pi\u00f9 vivo l\u2019amore con cui lo ha difeso e santificato, e inasprire il dolore di vederlo cos\u00ec avvilito. La sedia papale \u00e8 vacante; ma ne la presenza\u2026 Non, dunque, per i fedeli, che dovevano sempre la loro obbedienza e il loro ossequio a Bonifazio VIII; vacava bens\u00ec per il Figliuol di Dio, del quale i papi sono vicari. Il rispetto dell\u2019autorit\u00e0 pontificia nel Poeta \u00e8 tanto, che non se ne dimentica neppure nei momenti di pi\u00f9 violenta passione\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dante fa dire a S. Pietro:\u201dBonifacio VIII ha trasformato la chiesa di Cristo in una fogna insanguinata e puzzolente. \u00c8 un usurpatore, non un papa legittimo. \u00c8 un rappresentante di Lucifero, non di Cristo\u201d. Pietrobono annota:\u201dGuarda quanto \u00e8 grande il rispetto di Dante per l\u2019autorit\u00e0 del papa, al quale i fedeli debbono sempre e in ogni caso obbedienza e ossequio\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Nell\u2019enciclica di Benedetto XV, quasi con le medesime parole:\u201d<i>Per la verit\u00e0, l\u2019Alighieri ha una straordinaria deferenza per l\u2019autorit\u00e0 della Chiesa Cattolica e per il potere del Romano Pontefice, tanto che a suo parere sono valide tutte le leggi e tutte le istituzioni della Chiesa che dallo stesso sono state disposte\u201d. <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Poco pi\u00f9 in basso, S. Pietro ripiglia la sfuriata:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Non fu la sposa di Cristo allevata<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>per essere ad acquisto d\u2019oro usata;<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>ma, per acquisto d\u2019esto viver lieto, <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>e Sisto e Pio e Calisto e Urbano<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>sparser lo sangue dopo molto fleto.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La chiesa di Cristo, alle origini, non \u00e8 stata nutrita con il sangue del martirio mio, e di papa Lino, e di papa Cleto, per essere poi adoperata al fine di ammassare ricchezze. I primi papi santi e martiri, Sisto, Pio, Callisto e Urbano hanno sparso il loro sangue tra molto dolore per rendere testimonianza alla fede autentica e far s\u00ec che l\u2019opera della chiesa consenta all\u2019umanit\u00e0 di conquistare la beatitudine del paradiso.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Parole durissime, che Pietrobono sfuma, vela, glissa con una nota rapidissima: <i>\u201cSan Pietro si scaglia contro la colpa tante volte rinfacciata dal Poeta ai pontefici, che una istituzione essenzialmente spirituale, come la Chiesa, hanno fatto servire a fini di grandezza mondana\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Notevole l\u2019avverbio, che punta in direzione concordataria: \u201cessenzialmente\u201d. Per Dante, invece, la chiesa \u00e8 istituzione esclusivamente spirituale. Qualsiasi interferenza, qualsiasi commistione tra potere civile e potest\u00e0 religiosa contraddice alla volont\u00e0 espressa di Dio ed \u00e8 causa, sulla terra, di disordine spirituale e mal governo civile. La chiesa che Dante avrebbe voluto \u00e8 lontana dal mondo, vive nella devozione e si dedica alla preghiera ed alle lodi di Dio.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Mette conto forse di rilevare che qui ad Alatri, nella citt\u00e0 di Pietrobono, tanto devota a S. Sisto, l\u2019elogio tributato da Dante al patrono nella <i>Commedia<\/i>: sia passato inosservato. Ci sono canti della <i>Commedia<\/i> che si leggono e si possono leggere e canti della <i>Commedia<\/i> che non si leggono perch\u00e9 \u00e8 meglio cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Ancora pi\u00f9 in basso, Dante immagina che San Pietro estenda l\u2019ambito dell\u2019invettiva:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>In vesta di pastor lupi rapaci<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>si veggon di qua su per tutti i paschi:<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>o difesa di Dio, perch\u00e9 pur giaci?<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Da qua sopra, dal paradiso, si vedono lupi rapaci che indossano l\u2019abito dei religiosi e razziano tutti i pascoli che appartengono a Cristo: perch\u00e9, Dio, rimani indifferente e non accorri a difesa?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono annota: <i>\u201cQuesto interrompersi improvviso e rivolgersi a Dio perch\u00e9 si levi in soccorso \u2013 difesa \u2013 della sua Chiesa e la liberi da codesti lupi, dipingono molto bene l\u2019impetuosit\u00e0 del carattere di San Pietro e dicono che, se fosse in suo potere, avrebbe gi\u00e0 da un pezzo posto mano ai flagelli, per cacciare i profanatori del tempio. Ma non poteva: e si limita a chiedere ragione di questo lungo indugio\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Cos\u00ec, il problema posto da Dante si muta in un assai pi\u00f9 inoffensivo e neutrale:\u201dGuarda che caratterino certe volte San Pietro. Fosse per lui, li avrebbe gi\u00e0 cacciati a bastonate\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Nel XIX dell\u2019Inferno, Dante immagina si eserciti la pena dei miseri seguaci di Simon Mago che, per insaziata avidit\u00e0, avolterano, adulterano, prostituiscono le cose di Dio, le celebrazioni, i sacramenti e gli incarichi religiosi, in cambio di oro e di argento.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Petrobono circoscrive, limita, storicizza, allontana in un tempo remoto:\u201d<i>Da lui \u2013 Simon Mago \u2013 furono detti simoniaci quanti vendono o comprano le cose spirituali, come ai tempi di Dante facevano molti papi\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Tuttavia, Dante poco pi\u00f9 in basso specifica:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>non la tua conversion, ma quella dote<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>che da te prese il primo ricco patre.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La donazione di Costantino, e dunque il potere temporale, hanno acceso nella chiesa il fuoco della rapacit\u00e0, dalla quale derivano la degenerazione del corpo spirituale e la corruzione del corpo politico e civile. E perci\u00f2, sono stati simoniaci, per avidit\u00e0 di beni terreni, tutti i papi che, dalla donazione di Costantino in poi, esercitarono un potere temporale e furono ricchi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">L\u2019uso sapiente, nelle note di Pietrobono, dei tempi e dei modi verbali allontana nel tempo e rende dubitato quel che Dante vuole affermare con la forza della di profezia: \u201c<i>Silvestro I il quale, accettando la donazione di Costantino, avrebbe cominciata la serie dei pontefici ricchi\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono non rileva la contraddizione tra \u201cla serie dei pontefici ricchi\u201d e la specificazione limitativa \u201ccome ai tempi di Dante facevano molti papi\u201d che ha posto pi\u00f9 in alto e rende disputata una questione che nel testo di Dante \u00e8 posta con assoluta forza assertiva: <i>\u201cTutti a quei tempi tenevano per indubitato che Costantino, convertito al Cristianesimo, lasci\u00f2 Roma al papa e se ne and\u00f2 a Bisanzio. Se non che, mentre molti se ne allietavano, vedendo in questa donazione la garanzia della libert\u00e0 della Chiesa, molti altri, fra i quali Dante, sostennero che fu invece la causa principale della sua decadenza, e cercarono di dimostrarne la illegittimit\u00e0\u201d<\/i>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dunque, la questione in campo diventa la legittimit\u00e0 o l\u2019autenticit\u00e0 o l&#8217;affermata o negata opportunit\u00e0 della donazione di Costantino, non pi\u00f9 le pratiche simoniache della gente di chiesa ed il mercimonio delle cose di Dio.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">E comunque, nella <i>In praeclara summorum<\/i> Benedetto XV scrive: \u201c<i>Tuttavia, per quanto si scagliasse nelle sue invettive veementi, a ragione o a torto, contro persone ecclesiastiche, per\u00f2 non venne mai meno in lui il rispetto dovuto alla Chiesa e la riverenza alle Somme Chiavi\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La citazione nel testo papale: \u00e8, quanto meno, fuori contesto. In If XIX il personaggio di poeta dice a Niccol\u00f2 III:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>E se non fosse ch\u2019ancor lo mi vieta<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>la reverenza de le somme chiavi<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>che tu tenesti ne la vita lieta,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>io userei parole ancor pi\u00f9 gravi.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Basta guardare quel che sta scritto subito qua sotto per avvedersi che si tratta di una figura retorica. Che altro avrebbe dovuto dire? Quale peggiore invettiva si potrebbe scagliare contro un papa?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dante il personaggio di poesia, infatti, si lascia andare e piglia a male parole il papa dannato alla pena eterna:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Di voi pastor s\u2019accorse il Vangelista<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>quando colei che siede sopra l\u2019acque<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>puttaneggiar coi regi a lui fu vista.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Va gi\u00f9 durissimo: chi siate voi pastori \u00e8 stato gi\u00e0 rivelato all\u2019evangelista Giovanni, quando gli fu mostrata la chiesa, <i>quae sedet super aquas<\/i>, prostituirsi ai potenti del mondo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono aggira l\u2019ostacolo, ribadisce la limitazione temporale e la mette sul vago:<i>\u201dVeramente l\u2019Evangelista intende parlare della Roma pagana; ma D. usando una libert\u00e0 ai suoi tempi non rara, applica le terribili parole alla Roma cristiana, dopo la donazione di Costantino, al parere suo e di tanti altri, convertita nella meretrix magna dell\u2019Apocalissi\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">E, ancora pi\u00f9 in basso, Dante a Niccol\u00f2 III:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Fatto v\u2019avete Dio d\u2019oro e d\u2019argento:<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>e che altro \u00e8 da voi a l\u2019idolatre,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>se non ch\u2019elli uno, e voi ne orate cento?<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Vi siete fabbricati un Dio d\u2019oro e di argento: che differenza c\u2019\u00e8 tra voi e gli idolatri, se non il fatto che loro adorano un idolo soltanto, mentre voi ne adorate centinaia?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 essere, disponibile a leggere qui un attacco diretto al culto delle centinaia di sacri simulacri forgiati di metalli preziosi. Difatti, chiosa<i>:\u201dVi fate un idolo d\u2019ogni moneta d\u2019oro e d\u2019argento\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Nel XXXII del Purgatorio, che vi esorto a rileggere per meditare sulla questione della allegoria nella <i>Commedia<\/i>, a Dante appare, alta sopra un carro:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Sicura, quasi rocca in alto monte,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>seder sovr\u2019esso una puttana sciolta<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>m\u2019apparve con le ciglia intorno pronte.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>E come per che non li fosse tolta,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>vidi di costa a lei dritto un gigante;<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>e baciavansi insieme alcuna volta.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Quando scrive d\u2019una chiesa corrotta, per avidit\u00e0 di ricchezze, dall\u2019esercizio del potere temporale e, per questo, ridotta ad interferire ed a trescare con il potere civile e politico, a Dante viene sempre in mente la medesima allegoria: una donnaccia che fa mercato di se stessa, con il busto sciolto, mezza nuda, che ammicca a chiunque passa non per convertirlo alla fede vera ma per stuzzicarne la lussuria e la cupidigia; di fianco a costei, c\u2019\u00e8 un gigante, che rappresenta un potente della terra, il quale la sorveglia perch\u00e9 nessuno la porti via. E si trovano cos\u00ec d\u2019accordo che, di tanto in tanto, si baciano voluttuosi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono chiosa a questa maniera:<i>\u201dL\u2019ardimento di pareggiare la Chiesa corrotta a una meretrice, prima che del Poeta, fu di molti degli Spirituali dell\u2019et\u00e0 sua e della precedente, i quali tolsero dall\u2019Apocalisse e appropriarono alla Roma papale del tempo il simbolo che san Giovanni aveva trovato per rappresentare la Roma specialmente neroniana. [\u2026] Discutere se nella meretrice si debba vedere la Chiesa, o la Curia, o i Pontefici, mi sembra un voler introdurre nelle parole del poeta una distinzione che non c\u2019\u00e8. Ognuno sa che Dante non inveisce contro l\u2019istituzione divina, ma contro lo strazio che se ne faceva per cupidigia di regno\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">E infatti, nella Praeclara summorum: \u201c<i>Ma, si dir\u00e0, egli inve\u00ec con oltraggiosa acrimonia contro i Sommi Pontefici del suo tempo. \u00c8 vero; ma contro quelli che dissentivano da lui nella politica e che egli credeva stessero dalla parte di coloro che lo avevano cacciato dalla patria. Tuttavia si deve pur compatire un uomo, tanto sbattuto dalla fortuna, se con animo esulcerato irruppe talvolta in invettive che passavano il segno, tanto pi\u00f9 che ad esasperarlo nella sua ira non furono certo estranee le false notizie propalate, come suole accadere, da avversari politici sempre propensi ad interpretare tutto malignamente. Del resto, poich\u00e9 la debolezza \u00e8 propria degli uomini, e \u00ab nemmeno le anime pie possono evitare di essere insudiciate dalla polvere del mondo \u00bb, chi potrebbe negare che in quel tempo vi fossero delle cose da rimproverare al clero, per cui un animo cos\u00ec devoto alla Chiesa, come quello di Dante, ne doveva essere assai disgustato, quando sappiamo che anche uomini insigni per santit\u00e0 allora le riprovarono severamente?<\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dopo abbattuto il regno della Chiesa, in ogni caso, la questione appare risolta. Se non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il regno, non c\u2019\u00e8 neppure pi\u00f9 <i>cupidigia di regno<\/i>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">In Pg VI, dal cuore tormentato del personaggio di poeta sgorga la splendida invettiva sul servaggio e la corruzione d\u2019Italia:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Ahi serva Italia, di dolore ostello,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>nave sanza nocchiere in gran tempesta,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>non donna di provincie, ma bordello.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">A Pietrobono, pure cos\u00ec attento alle simmetrie ed alle correlazioni nella <i>Commedia<\/i>, non pu\u00f2 venir fatto di annotare che l\u2019Italia, per Dante, sia resa bordello dalle tresche e dalle lusinghe della <i>puttana<\/i> <i>sciolta<\/i>, della gran meretrice che puttaneggia con i re. Nella chiosa, introduce anzi una limitazione opinativa:<i>\u201dLa parola \u00e8 cruda, delle pi\u00f9 umilianti e infamanti; ma l\u2019Italia era, o gli pareva, una sentina di vizi e di turpitudini, e D. non si fa riguardo di pronunziarla e di metterla al posto della rima, perch\u00e9 ci resti scolpita nella memoria\u201d. <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Eppure, poco pi\u00f9 in basso, Dante sente il bisogno di precisare:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Ahi, gente che dovresti esser devota,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>e lasciar sedere Cesare in la sella,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>se bene intendi ci\u00f2 che Dio ti nota.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Ahim\u00e9, gente di chiesa, che dovresti dedicarti ad una vita di preghiera e di devozione, e non dovresti interferire con l\u2019azione del potere civile, se intendi bene ci\u00f2 che Dio ha stabilito in modo espresso per te nelle scritture.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">I padri risorgimentali leggevano la <i>Commedia<\/i> al presente: l\u2019Italia \u00e8 decaduta e corrotta a causa della azione corruttrice della chiesa di Roma. La questione della rinascita d\u2019Italia coincide con la questione romana. Il problema italiano \u00e8 il problema cattolico, che va risolto in ogni modo e con qualsiasi mezzo. Pietrobono restituisce la prospettiva storica e legge al passato:<i>\u201dMa l\u2019Italia era, o gli pareva, una sentina di vizi e di turpitudini\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Tuttavia, mentre allontana e delimita in un tempo remoto il mercimonio, la prostituzione delle cose di Dio, per questioni meno sensibili si comporta in modo esattamente contrario. Legge anche lui al presente. Nel VII dell\u2019Inferno, il poeta immagina di ricordare di aver assistito alla zuffa degli avidi e degli scialacquatori:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Cos\u00ec tornavan per lo cerchio tetro<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>da ogni mano a l\u2019opposito punto,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>gridandosi anche loro ontoso metro.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono annota:<i>\u201d\u00c8 addirittura il regno della discordia. Che danno verrebbe ai prodighi se lasciassero che gli avari, arrivati al luogo di confine, in cambio di tornare indietro, seguitassero a fare il giro di tutto il cerchio? Proprio nessuno: le cose continuerebbero ad andare come vanno, tali e quali. E tuttavia, non perdonano a fatiche pur di accorrere ora a questo ora a quel punto estremo del cerchio, a impedire che gli avversari mettano piede sul loro terreno. Fossero almeno concordi fra loro! Al contrario: non hanno finito di respingere la fazione avversa, che la discordia comincia subito in famiglia. Storia di tutti i tempi\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Difficile non vedere qui tra le righe un riferimento diretto alle dispute ed alle contese tra Pietrobono ed i confratelli scolopi: a proposito della sede del nuovo Nazareno in via Toscana, e degli affari immobiliari dell\u2019ordine, e della presidenza del Nazareno, che gli fu tolta dal generale dell\u2019ordine e alla quale fu restituito per volont\u00e0 espressa del ministro dell\u2019istruzione e del papa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono, leggendo Dante, insomma, gioca con la variazione della profondit\u00e0 di campo per rendere presenti e mettere bene a fuoco alcuni tratti ed alcune questioni e rendere sfumate, indistinte, lontane, collocate sullo sfondo, in un tempo trascorso e remoto, alcune altre. Per certi ambiti, mostra una poesia di Dante che si appunta agli <i>universalia<\/i>, per altri ai <i>particularia<\/i>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono fu protetto da due papi, Leone XIII e Benedetto XV, che risolsero d\u2019autorit\u00e0 e in suo favore le dispute ed i piccoli intrighi che corsero tra lui ed i confratelli Scolopi anche se non riuscirono o non vollero evitare che fosse posto fuori dal convento. Fu amico personale della regina Margherita, che frequentava le letture alla casa di Dante e passeggiava volentieri con lui, dandogli il braccio, contornata dalle real dame, per discutere di Dante.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Interlocutore di papi e di sovrani, ha contribuito a costruire la possibilit\u00e0 di una sistemazione nuova delle relazioni tra potere civile e potere politico. Acquisita alla storia la fine del potere temporale, era venuto il tempo della riconciliazione. Dante poteva essere adibito ancora una volta a ridefinire il senso e l\u2019interpretazione della storia d\u2019Italia: nel passato della chiesa sono stati commessi molti errori, che il poeta cristianissimo ha denunciato chiedendo con forza un rinnovamento spirituale. La fine del potere temporale, del regno papale, consente la nascita di quella chiesa devota e non pi\u00f9 tribolata dagli interessi mondani che Dante aveva auspicato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Nella vita di Pietrobono, la giornata di Porta Pia ha un significato particolare. Ormai anziano, ricordava ancora il terrore provato, bambino, per il frastuono delle cannonate italiane del 20 settembre, che si ud\u00ec bene anche ad Alatri:\u201dLa presa di Porta Pia, di cui ricordavo, bambino terrorizzato, le cannonate, il cui rombo arrivava ad Alatri\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Entr\u00f2 in convento il giorno del decennale di Porta Pia. La data fu scelta dal padre, un falegname di sentimenti rivoluzionari che, subito dopo aver lasciato il figlio a S. Pantaleo, and\u00f2 a Porta Pia per partecipare ai festeggiamenti della vittoria sul dispotismo clericale<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">A S. Pantaleo, l\u2019ala dei novizi dava su Via della Cuccagna. A Pietrobono fu assegnata una umilissima e disadorna stanzetta. Si affacci\u00f2 alla finestra e trov\u00f2 che gli era preclusa la vista sia su piazza Navona che su Campo dei Fiori. Non poteva vedere, ma riusciva a sentire:\u201dArrivava alle mie orecchie la baldoria del decennale della \u201cpresa di Porta Pia\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">La memoria dell&#8217;ingresso nella vita religiosa per Pietrobono era legata a quella baldoria.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Sulla questione della donazione di Costantino \u00e8 tornato pi\u00f9 volte.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Nel mezzo del cammin di nostra vita<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>mi ritrovai per una selva oscura,<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>che la diritta via era smarrita.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Mi accorsi di andare errando per una selva oscura, simbolo frequente presso gli antichi dello stato di rozzezza e di ignoranza delle prime et\u00e0; ma qui propriamente figura dell\u2019antico errore (Par. VIII, 6), in cui gli uomini sono ricaduti per aver di nuovo violato l\u2019interdetto, ossia il comando divino di non toccare la pianta che \u00e8 nel mezzo del paradiso terrestre. [\u2026 ] Si aggiunga che nella Com. si dichiara pi\u00f9 volte che la via diritta era stata smarrita da tutti\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Pietrobono ha insistito a lungo sul parallelo, nel pensiero di Dante, tra peccato di Adamo e donazione di Costantino. Lo scerpamento nel paradiso terrestre dell\u2019albero del bene e del male ha segnato il primo tempo della separazione tra l\u2019umanit\u00e0 e la divinit\u00e0. Il sacrificio di Cristo sulla croce ha fatto le vendette del peccato antico, ha riscattato la colpa originaria. E tuttavia, la donazione di Costantino, o comunque l&#8217;esercizio di un potere politico e civile, poich\u00e9 ha traviato la chiesa la quale, per cupidigia di regno, di potere e di ricchezza, \u00e8 venuta meno alla propria missione divina di guida dell\u2019umanit\u00e0 alla salvezza eterna, ha prodotto una condizione nuova di separazione. Tutta l\u2019umanit\u00e0 ha smarrito la strada della vita virtuosa e felice. Dunque, la giornata di Porta Pia pu\u00f2 assumere un valore provvidenziale. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una chiesa regnante. Dunque, la chiesa pu\u00f2 essere restituita alla purezza della vita spirituale che era stata predicata da Cristo e di cui S. Francesco rappresenta un esempio sublime.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Uno dei racconti di vita che, tardo di anni, Pietrobono ripeteva volentieri riguarda le letture alla casa di Dante:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Ogni sera, per tutto il tempo delle conferenze, avevo gli occhi puntati su di me di un povero uomo delle prime file. Aperte a tutti, le conferenze, non mi meravigliava certo di vedervi anche un povero operaio.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Seduto nelle prime file di sedie, attentissimo, seguiva le mie conferenze, prendendo degli appunti.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Il vestito lindo, ma povero, quello \u201cdelle feste ricordate\u201d; il viso cotto dal sole dicevano alla lunga, insieme a due mani robuste e callose l\u2019appartenenza al ceto operaio.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Una sera, dopo i convenevoli d\u2019uso con gli intervenuti e con gli organizzatori, stavo avviandomi verso il Nazareno per i vicoli delle Botteghe Oscure e Piazza Venezia, per attraversare Piazza SS. Apostoli e quindi fontana di Trevi\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Fatti pochi passi mi vidi affiancare da un uomo che pur nel crepuscolo riconobbi l\u2019attento \u201calunno\u201d della Casa di Dante. Con il cappello in mano mi chiese rispettosamente di potermi accompagnare al Collegio; desiderio represso per molti giorni. Fui giulivo di averlo con me per chiedere tante cose a lui. Era operaio muratore, mi raccont\u00f2, con la famiglia; non avendo potuto studiare regolarmente lo faceva nei ritagli di tempo. Erano i suoi momenti di estasi e non mi nascose la sua debolezza per la Divina Commedia.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Approvava pienamente il mio asserto di spiegar \u201cDante con Dante\u201d e volle chiosarmi alcune terzine del Poema.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Rimasi interdetto e volli che nelle sere a venire fosse mio compagno di \u201critorno\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><i>Nella mia lunga vita letteraria non ascoltai commento pi\u00f9 chiaro e appropriato. Io, figlio di un operaio falegname, ero felice che un altro operaio autodidatta sentisse la Divina Commedia come la sentivo io dopo studi e confronti a non finire\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dopo il Dante risorgimentale e quello concordatario, spetta a noi il compito di intendere quale sia il Dante nostro. Del nostro tempo. Quale senso possa avere Dante per noi. I padri liberali ci hanno lasciato il culto di Dante. Pietrobono ci ha lasciato il senso del poeta sacro e cristianissimo. E per\u00f2, il Dante dei nostri tempi \u00e8 diventato una faccenda di professori. Salvo i pochi canti del liceo, non c\u2019\u00e8 un Dante nazionale e popolare. Che sia anche letto, oltre che venerato. Le escogitazioni interpretative dei professori hanno stratificato sul testo della <i>Commedia<\/i> una tale quantit\u00e0 di sovrastrutture liturgiche che Dante \u00e8 diventato inaccessibile a chi non sia un lettore professionista. Il Dante per forza del liceo, il Dante dell\u2019analisi del testo sortisce l\u2019unico risultato di rendere Dante non pi\u00f9 leggibile. Precluso alla lettura. Chi ha letto quei sette o otto canti della <i>Commedia<\/i> al liceo ha depositati nella mente alcuni endecasillabi. Quelli che ricordano tutti. <i>Nel mezzo del cammin di nostra vita<\/i>. <i>Amor ch\u2019a null\u2019amato amar perdona<\/i>. <i>Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza<\/i>: <i>con la a<\/i>. <i>E l\u2019altre stelle<\/i>. <i>Pensa, tutte e tre le cantiche finiscono con stelle<\/i>. E basta l\u00e0. Ma \u00e8 come se fosse stato vaccinato alla lettura di Dante. Gli hanno messo in testa, a furia di parafrasi e di analisi, che a leggere Dante la gente non ce la pu\u00f2 fare. Ci vuole un professore per forza.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Nessuno, che abbia letto la <i>Commedia<\/i> al liceo, compresi i professori del liceo, pratica e coltiva la lettura di Dante. Attraversa il testo della <i>Commedia<\/i>. Si lascia sollecitare, graffiare l\u2019anima dal testo della <i>Commedia<\/i>. Il sacerdozio di Dante professato dai commentatori, dai critici, dagli interpreti professionisti e professorali ha prodotto il risultato pestifero di rendere Dante indisponibile. Inaccessibile. Irraggiungibile.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Manganelli raccontava che, dopo aver letto Dante tutto in una volta e tutto di seguito, gli era accaduto di ragionare l\u2019esperimento con letterati, critici e studiosi di gran nome e assoluto valore: come sono tutti gli studiosi, del resto, secondo loro. Che erano sbiancati e l\u2019avevano poi rampognato e rimproverato e riprovato unanimi:\u201dMa come si fa! Dante si studia, non si legge! Ci vogliono anni, per studiare Dante. Decenni di lavoro eroico ed inesausto\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">A me pare che il senso pi\u00f9 alto della lezione di Pietrobono stia in quelle passeggiate serali con un operaio che lo ricongiungeva con le origini familiari e con il padre falegname e \u201crivoluzionario\u201d. Il dantista e l\u2019operaio. Lo studioso di Dante che mette la <i>Commedia<\/i> in mano all\u2019operaio. Ragiona della <i>Commedia<\/i> con l\u2019operaio. Non \u201cspiega la <i>Commedia<\/i>\u201d all\u2019operaio.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Il sogno di una Italia finalmente adulta, che sappia distinguere la cultura dal pettegolezzo e non confonda l\u2019imparaticcio con la densit\u00e0 culturale, \u00e8 il sogno di una <i>Commedia<\/i> tolta dalle mani dei professori e restituita agli operai. Di una <i>Commedia<\/i> per la quale non si officino liturgie laiche e si celebrino messe cantate e lezioni magistrali, ma che ognuno voglia leggere e possa leggere come gli pare. Cercandoci e trovandoci dentro quello che gli pare. Non esiste una interpretazione autentica di Dante. La <i>Commedia<\/i> \u00e8, banalmente, un capolavoro e, per questo, \u00e8 infinitamente polisemica. Rimane disponibile per infiniti gesti appercettivi. Per infinite esperienze di lettura. Per innumeri ricerche di significato. Nonostante gli sforzi dei professori per ridurne la polisemia ad interpretazione unica.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">Dante non \u00e8 un sacerdote della patria n\u00e9 un sacerdote dell\u2019altare ed \u00e8 vero: \u201cnon tutto \u00e8 oro nella coppella di Dante\u201d. \u00c8 un poeta e basta. Abbiamo vestito Dante con i panni del poeta dell\u2019Italia e del poeta cattolicissimo. Poi gli abbiamo buttato addosso la toga del professore e lo abbiamo messo in cattedra a predicare agli studenti. \u00c8 venuto il tempo di un Dante laico. Di un Dante degli Italiani.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">______________________________________________________________________________<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riproduco tale quale l&#8217;intervento tenuto ad Alatri. \u00c8 un testo vocale. Manchevole, come non sfuggir\u00e0 all&#8217;attento lettore, degli usuali apparati accademici.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;ho esposto nel corso del convegno &#8220;Dal centro al cerchio. Un viaggio controcorrente nell&#8217;universo della Commedia&#8221; organizzato ad Alatri per il sessantesimo annniversario della morte di Pietrobono dalla associazione &#8220;Gottifredo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dantista e l\u2019operaio Non so quale immagine coltiviate di Dante, non so come ve l\u2019abbiano fatto leggere n\u00e9 quale Dante vi abbiano fatto leggere e neppure se abbiate chiaro che c\u2019\u00e8 un Dante che si pu\u00f2 leggere serenamente davanti a qualsiasi pubblico e c\u2019\u00e8 anche un Dante che tanto serenamente non si pu\u00f2 leggere. &#8230; <a title=\"Pietrobono e Dante a Porta Pia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.angeloboezi.net\/?p=159\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Pietrobono e Dante a Porta Pia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[14,32,31,30,28,55,54],"class_list":["post-159","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-divagazioni","tag-angelo-boezi","tag-commedia","tag-concordato","tag-croce","tag-dante","tag-luigi-pietrobono","tag-scolopi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=159"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":162,"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159\/revisions\/162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.angeloboezi.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}